Alcune Poesie di giovinezza?
Pensieri e riflessioni da un passato presente e altre ‘antiche’ poesie…

(pt.1)

Ma cosa dico mai?

La prima donna dello stress:

“Sono narcisista, sono io, sono gli altri”

Pensieri e riflessioni da un passato presente

Ad oggi, ad anni di distanza, ho maturato un’esperienza teorica (o empirica, a preferenza) ben più articolata, seppur così limitata per sua natura.

Così scrivevo, nel lontano e volato

giovedì 7 gennaio 2016
18.36

– Del narcisismo –

“L’essere umano è la prima donna dello stress. Di pari passo lo stress è la sua Femme Fatale. Così è un rapporto sado-femminista lesbico, in cui la perversione è il lusso (le mani pulite della prima donna, le lame del suo perseverare, gli ami nei mari dei suoi avi) e l’amare è l’amare la morte (tessuta la tela resta da tesserne un’altra). Eros e Thanathos dice qualcuno, rivalutazione della sessualità dico io. Ma si sa, il sesso è sopravvalutato.

Prendendo atto che dei nostri tempi il grande male vien ben rappresentato dal narcisismo,

e ve n’è prova ove ubica il sangue corrente dagli acquedotti del bellicismo, ai rubinetti della civiltà, fin alle fognature della religione, volta a sfociare nei mari più torbidi dei sudici fondamentalismi,

vien normale presupporre d’essere per primo tale, narcisista invero, così come accade riguardo l’analfabetismo funzionale;

eppure il narcisista non è in grado, si suppone, di prendere coscienza del suo status o quantomeno di definirsi tale.

Così, se il narcisista si etichetta, seppur senza essere consapevole di esserlo, giunge ad un livello mitigante riguardo gli sfoghi che il tornaconto individuale necessita a discapito del tornaconto necessario alla persona altra.

Eppure è così complicato riuscire a formulare un’ipotesi di “carità (interpretativa)”, o se si preferisce di più semplice empatia – anche se in effetti non manca l’intelligenza sociale, dipendente dell’intelligenza sociale, e

quando viene a mancare arriva il machete, la pistola, la bomba, il femminicidio (che esiste, ma non esistono i fatti), il maschicidio (che non esiste, ma esistono i fatti), il fratricidio ed altre cose.

Così capita di razionalizzare la potenza esponenziale del considerarsi narcisisti: colui che solo si definisce così rimane vincolato al secondo livello, ma chi si considera narcisista sarà al terzo, flagellatore dell’amor proprio.

E se così davanti allo specchio si dirà

“Sono narcisista, sono io, sono gli altri”,

allora al quarto. Ma al quarto guarderà la propria immagine riflessa allo specchio da un altro specchio.

E così come capita aggiungendo un altro specchio il riflesso diviene esponenziale, e l’esponente infinito, tanto da far tornare l’attenzione sul singolo oggetto, nel caso in cui il soggetto non sia vittima di psicosi, ma solo della nevrosi del proprio disturbo di personalità, dove la persona come anima, o psiche, è latente nella sua innocenza;

ovvero, al narcisismo “alla zero”, ove in matematica “allo zero” fa sempre uno. Ed uno è il livello becero di narcisismo, perciò desidero degradarmi al livello zero, quando davanti allo specchio si sceglie la corretta capigliatura compiacente, quando davanti alla sanità mentale si decide di usufruire di miasmi, degli odoracci dei nostri secreti ed escrezioni, dei nostri umori e dei nostri malumori, della masturbazione.

In difesa della (vostra) umanità, si scavi la fossa del narcisismo, che è poi la stessa dei nostri tempi di svincolo.

Poi vi sarebbe il narcisismo sociale, ma è un capitolo a parte. “


La graziosa farmacista amena

mercoledì 4 maggio 2016
00:02

“Suona oltre la tua parte bruna,
Ricordare te ghignar lo sguardo
Nel divenir alla sera oh,
Cuci il mio cuore codardo

Fosco e brillante tormento,
Ridi del riso d’un perso
Per curare il mio cuore disperso:
vendimi il farmaco d’un amore terso
Il rivotril”


– Maturazione del frutto biografico –

giovedì 17 marzo 2016
14:44

“D’un tratto ‘l passo
S’è ritratto e d’un
Passo-
Forme, colori, rumori-
Musica.”


Viaggio nella Luna: come sta?

Dicembre 2011

“Come sta, la luna?
E il pianta grane, come sta?
Come sta, la luna?
Ha perso il controllo, è chiusa nella sfera;
Ha guadagnato.
Un lato oscuro, ha perso
un lato oscuro.
Come sta, la luna?
Suona oltre la sua parte bruna?”


E questo è niente!


Au revoir!


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