Giornata mondiale della salute mentale.

Cosa significa per te?

“Non sono matti, sono seri”

Estratto del monologo in “Nostalghia” di Andrej Tarkovskij e Tonino Guerra

“La libertà non ci serve se voi non avete il coraggio di guardarci in faccia!”

“Quale antenato parla in me? Io non posso vivere contemporaneamente nella mia testa e nel mio corpo!
Per questo io non riesco ad essere una sola persona. Sono capace di sentirmi un’infinità di cose contemporaneamente.
Il male vero del nostro tempo è che non ci sono più i grandi maestri!
La strada del nostro cuore è coperta d’ombra.
Bisogna ascoltare le voci che sembrano inutili.
Bisogna che nei cervelli occupati dalle lunghe tubature delle fogne, dai muri delle scuole, dall’asfalto e dalle pratiche assistenziali, entri il ronzio degli insetti!
Bisogna riempire le orecchie e gli occhi di tutti noi, di cose che siano all’inizio di un grande sogno!
Qualcuno deve gridare che costruiremo le piramidi!
E non importa se poi non le costruiremo, bisogna alimentare il desiderio.
Dobbiamo tirare l’anima da tutte le parti come se fosse un lenzuolo dilatabile all’infinito!

Se volete che il mondo vada avanti, dobbiamo tenerci per mano.

Ci dobbiamo mescolare, i cosiddetti sani… e i cosiddetti ammalati.

Ehi, voi sani! Che cosa significa la vostra salute?

Tutti gli occhi dell’umanità stanno guardando il burrone dove stiamo tutti precipitando

La libertà non ci serve se voi non avete il coraggio di guardarci in faccia!
Di mangiare con noi, di bere con noi, di dormire con noi!

Sono proprio i cosiddetti sani che hanno portato il mondo sull’orlo della catastrofe!

Uomo, ascolta: in te, acqua, fuoco e poi… la cenere e le ossa dentro la cenere.

Le ossa e la cenere.”


Diagnosi (Professor Andreas Conca):

Disturbo bipolare al momento stato misto medio-grave

Disturbo di personalità prevalente cluster B e C

ADHD probabilmente del tipo misto

Disturbo da panico

Tabagismo

Dipendenza da benzodiazepine

Importante familiarità

Attuale Piano Terapeutico:

Litio 300mg 3cp/die

Gabapentin (Neurontin) 400mg 3cp/die

Amisulpride (Deniban) 50+50mg

Clonazepam (Rivotril) 2mg 3cp/die (in scalaggio) + al bisogno

Seroquel (Questiapina) 25+25mg

Equasym (Metilfenidato) 20mg 2cp/die

Omega 3 – EPA/DHA 85% 1000mg 3cp/die

(altri) Pantoprazolo 40mg/die

(altri) Folato (vit. B9) 5mg/die


L’altro giorno, un caro amico dispensatore di favori, si è rivolto a me proprio per chiedere un favore. Quale? Consigli sul da farsi e anche più specifici riguardo ad un amico che ha il disturbo borderline di personalità.
Perché proprio a me? Perché, nel rivolgersi a me, ha affermato: “lo chiedo a te perché sei nell’ambito”?
Anzitutto va detto che non è il primo a fare qualcosa di simile. Sono molte le persone che si rivolgono a me quando qualcosa non va bene, per sé o per un qualche affetto.
Ma la domanda rimane, perché proprio me?
La risposta non è così semplice come sembra. Chi affetto o affetta da psicopatologie di qualsivoglia nomenclatura o gravità è spesso considerata la persona meno affidabile a cui fare o chiedere riferimento o consiglio.
Su questo, ci sono due aspetti da considerare:
un primo, che equivale a tutte le altre patologie mediche e ad un modus pensandi del soggetto a priori, invero, la totale scelta di indifferenza dinnanzi a quanto accade, per scelta. Ho problemi con la legge? Ci pensa l’avvocato; ho problemi di salute? Ci pensa il medico o la medica.
Un secondo aspetto, è quello per cui poi scriverò meglio qui nell’articolo: la stigmatizzazione.
Chi – per esempio – soffre di depressione, in tutte le sue articolazioni sintomatologiche, è meglio per raccontare cos’è effettivamente vivere la depressione? Forse, solo qualche psichiatra che la depressione l’ha vissuta.
Non è quindi qui una questione di competenze (o di in-competenze, per citare Raffaele Alberto Ventura) ‘didattiche’, bensì di quelle esperite sulla propria pelle, l’empirismo subìto. Fondamentalmente, di chi ha vissuto la sofferenza, rimanendo nel contesto. Poiché, per chiedere consiglio su altri campi della medicina, non vi saranno remore nel chiedere parere da chi per sua sfortuna ha appreso sulla propria pelle in merito. È poi del resto un discorso generale che vale da un punto di vista generale e sociale,
chi non chiede consiglio ad amici ed amiche per qualsiasi cosa?
Ma al paziente psicopatologico no.
Noi pazienti psicopatologici ne prendiamo atto, ma lo facciamo con amarezza.
Prendiamo la mitologia greca e Immaginiamo Prometeo e Pandora, tutti i mali e tutta la conoscenza in un vaso.
Pandora, che aveva ricevuto dal dio Ermes il “dono” della curiosità, non tardò a scoperchiarlo, liberando così tutti i mali del mondo, che erano gli spiriti maligni della “vecchiaia”, “gelosia”, “malattia”, “pazzia” e il “vizio”. Sul fondo del vaso rimase soltanto la speranza (Elpis), che non fece in tempo ad allontanarsi prima che il vaso venisse chiuso di nuovo. Aprendo il vaso, Pandora condanna l’umanità a una vita di sofferenze, realizzando così la punizione di Zeus.
Dopo l’apertura del vaso il mondo divenne un luogo desolato ed inospitale, simile ad un deserto, finché Pandora lo aprì nuovamente per far uscire anche la speranza e il mondo riprese a vivere.
Con il mito del vaso di Pandora la teodicea greca assegna alla curiosità femminile la responsabilità di aver reso dolorosa la vita dell’uomo.
Non è qui un pregiudizio che è arrivato fino ai nostri tempi, come se la curiosità fosse prerogativa della femmina? Non è questo stigma? Anche per chi conosce meglio il mito, non è questo, fondamentalmente, quello che oggi e da tempo chiamiamo patriarcato? Sì, certo che lo è! E perché è così evidente e siamo così sensibili (mai abbastanza) rispetto ad alcune tematiche correlate ai diritti sociali e della persona come quelli della parità di genere, ma non a quelli correlati al disagio psichico?
Insomma, i “mali del mondo” sono fondamentalmente un breve elenco generico e diegetico della cultura ellenica di cosa fosse ed è considerata la psicopatologia, in epoca odierna post illuminista ed iper-positivista, non così dissimile né lontana dagli antichi ed evidentemente poco progredita.
Eppure, a ridare speranza all’umanità, è stata proprio colei che inconsapevole l’aveva tolta – aprendo il vaso -.
Pandora si manifesta così come colei che guarisce dallo ‘stimmung’ (‘stato d’animo è riduttivo) della rassegnazione, scoprendo ciò che vale più di un’utopia: la speranza.
Ed è qui che la bella figura femminile in questione si può leggere come misura di quel che oggi è il ruolo della medicina e della scienza in generale (e non vale solo per la psicopatologia) ai tempi nostri.
Un’altra metafora potrebbe essere anche il covid, scrivendo nell’inoltrato 2020, Cos’è il Covid, se non l’apertura di un vaso di Pandora, manifestazione del mondo e dei suoi grandi mali (dall’economia, alla medicina, all’ignoranza, il cosiddetto neo-negazionismo e così via)? Questo vale anche per altre pandemie o epidemie virali che hanno colpito la globalità come l’HIV.
Va ricordato, di contingenza alla parentesi qui sopra, che la psichiatria è una dottrina giovane (Dementia Praecoce di Kraepelin, 1905?), non così lontana o dissimile dall’oncologia come branca di ricerca (da sostenere a tutti i costi, letteralmente) costante e di scoperte avanzate per il nome di Ippocrate? È anche e soprattutto una disciplina e dottrina di meta-sintesi, cosa unica in medicina, che contempla esattamente tutte le scienze sociali – a scanso di equivoci, preferirò parlare esclusivamente di psichiatria, piuttosto che di psicologia, essendo quest’ultima già parte della prima – come l’economia, la giurisprudenza, la sociologia e così via (fondamentalmente, lo status e l’ambiente sociale del paziente, chi è e cosa fa, qual è la società e la cultura in cui vive, quali sono i canoni culturali che pongono la definizione di normalità al di là delle nomenclature manualistiche del DSM e del ICD). Qualsivoglia disturbo dell’attaccamento (‘distacco’ parentale, soprattutto dalla madre nei primi mesi di vita) o dell’adattamento (correlato ai disturbi dello stress), di materia della psicologia clinica, hanno un conseguente riscontro medico, psicopatologico, lo psicologo sarà quindi utile per un’eventuale psicoterapia ed in ogni caso coadiuvata da una terapia farmacologica (si spera) consona e per diagnosi e testistiche, ma il o la paziente sarà in cura e dev’essere in cura in psichiatria: le malattie vanno ‘medicate’ e non ‘psicologizzate’.
Qui è importante sottolineare l’origine etimologica della parola ‘psicopatologia’: essa comprende Psyché (anima) e Logos (ragione), si può tradurre in ‘studio dell’anima’ ma il rapporto tra logos come ragione e anima è più affascinante, può addirittura sembrare un ossimoro, non per caso, due opposti che si attraggono come si suol dire, o lo stesso di loro medesimi? V’è dualità ma non dualismo: v’è il fenomeno. Quale l’epifenomeno? Vita.

E per te che leggi, cosa significa psicopatologia? E salute mentale?



Un vecchio riassunto non aggiornato

Diagnosi semi-definitiva AUSL/INPS per medico di base:

Disturbo bipolare [tipo 1 secondo Dott. X] (NAS) “Misto” comorbido a ADHD (con prevalenza inattentiva – ADD) – Disturbo di Personalità NAS (Cluster B – ‘Oriented’) e relative comorbidità conseguenti (DAP, GAD, etc…)

(Il disturbo di personalità e riconducibile e sovrapponibile a disturbi della condotta o dop contingenti l’ADHD)

[lo so. O è NAS o Cluster B, ma mica l’ho scritto io]
 

Primo colloquio con psichiatra nel marzo 2015. (totale angoscia ed incapacità lavorative/sociali)

Per più di un anno ho provato monoterapie di antipsicotici atipici:

  • Abilify (acatisia etc.)
  • Risperdal (priapismo, depressione, pensieri suicidari)
  • Seroquel (sedazione, etc.)
  • Deniban 50mg (calo libido)

E

  • Depakin 300mg (Depressione, pensieri suicidari)

Nel giugno 2016 esordio DAP con prima chiamata al 118 e relativa agorafobia, ansia sociale, abuso di alcol, derealizzazione, depersonalizzazione etc.

Fine agosto/inizio settembre 2016 esacerbazione del quadro sintomatologico ed esordio depressivo maggiore, con completo rifiuto del cibo, dispepsia, nausea e vomito, totale derealizzazione e depersonalizzazione, parziale catatonia, non riuscivo a mettere piede appena fuori la porta di casa, anzi, giù dal letto, etc.
Dopo l’uso di svariate benzodiazepine (Tavor, Lexotan, EN, Valium), Impostata terapia con:

  • Rivotril
  • Zoloft
  • Abilify
  • Levopraid
  • Seroquel 25mg (ipnoinducente)

Successivamente il quadro si è calmierato anche grazie ad uno sforzo personale (diagnosticata anche steatosi epatica con splenomegalia e vena porta ingrossata, risoltasi autonomamente con l’astinenza da alcol) e proseguimento terapia nel più lungo termine con Zoloft, Seroquel 25 (che prendo a tutt’oggi) Rivotril -che prendo a tutt’oggi ed è una chimera- (Abilify interrotto per acatisia soggettiva, Levopraid per fine utilità).

Dopo circa un anno in monoterapia con Zoloft (inefficace sotto ogni aspetto, plausibilmente contribuiva al mantenimento della fase (ipo)maniacale nella sua forma mista), ho provato molteplici antidepressivi (non in ordine cronologico) e non:

  • Brintellix (‘utile’ quanto lo Zoloft)
  • Wellbutrin (‘anche’ per ADHD, esageratamente stimolante, agitazione ‘come 10 caffè’ e relativi attacchi di panico e costante stato anticipatorio e d’ansia)
  • Strattera (flebilmente utile per quadro ADD, nessuna evidenza per depressione/bipolarismo)
  • Lyrica (per GAD/”ansia bipolare”, completamente inefficace)
  • Xanax

Nello stesso periodo, di c.ca un anno, coadiuvazione Terapia Cognitivo-Comportamentale, plausibilmente inefficace.

Nota sul Wellbutrin 150mg: Esclusi gli effetti collaterali, tornava utile alla prima veglia contro abulia e stanchezza cronica , probabilmente per le sue ‘proprietà’ noradrenergiche, conseguendo un sonno regolare di 7-8 ore al massimo. (successivamente, nuovo tentativo col farmaco dopo rimozione Strattera, stesso risultato)

Per peggioramento del quadro clinico e valutazione diagnostica si è ritenuto opportuno ricovero ospedaliero ove è stata impostata terapia con farmaci già assunti e non:

  • Litio (900mg/die)
  • Rivotril (90gtt/die – 90mg)
  • Talofen (60gtt/die – 120mg)
  • Seroquel 25mg (ipnoinducente)

Per abuso di BDZ, mantenuto Talofen per coadiuvare scalaggio Rivotril, avvenuto troppo in fretta (c.ca un mese), crisi DAP per astinenza e riacutizzazione sintomi, entrata in urgenza presso CSM, impostata terapia con

  • Litio 900mg/die
  • Depakin 600mg/die
  • Rivotril 5+5+5
  • Deniban 50mg
  • Seroquel 25mg

In precedenza visita/consulto (come ‘caso di ricerca’, invero) presso classe di Master universitario in disturbi dell’umore dell’Università Sant’Anna di Pisa dal Professor Giulio Perugi, che ha confermato diagnosi di un’importante (ipse dixit) ADHD e Disturbo Bipolare Misto con difficile prognosi (ipse dixit).

Nel frattempo qualche mese di psicoterapia psicodinamica, inefficace (e costosa).

Rimosso Depakin per innumerevoli effetti collaterali, in particolare per quanto concerne l’apparato gastrointestinale ed alcuni psichiatrici, seppur flebilmente efficace per il quadro ansioso ma non quello depressivo (anzi, tendeva ad esacerbare abulia ed apatia, nonché una certa forma di confusione psichica).

Inserimento nell’agosto 2019, in sostituzione del Depakin di Gabapentin, con lo stesso scopo di ‘stabilizzare’ il quadro bipolare per inserimento Ritalin ad ottobre, seppur completamente inefficace.

La terapia ad oggi, 05/10/2019 è quindi:

  • Gabapentin 300mg/die
  • Litio 600mg/die
  • Deniban 50mg
  • Rivotril 15mg/die + al bisogno

Il tutto risulta inefficace sotto ogni aspetto, esclusa la parentesi BDZ, comunque non palliativa come dovrebbe essere.

Ad oggi vi sono le condizioni e le intenzioni per un ulteriore ricovero ospedaliero e, secondo me, non vi sono quelle per l’inserimento del Ritalin, seppur una prova del farmaco in questione è facilmente manovrabile, agendo immediatamente e durando solo qualche ora l’effetto dello stimolante.

Probabile interruzione trattamento con Litio per inefficacia, evidenziata peraltro in molteplici studi o ricerche riguardo gli stati misti bipolari. È pertanto più plausibile la combinazione di un antipsicotico atipico (nuovamente quetiapina RP a dosaggio medio/alto? Cariorazina?) con anticonvulsionante (evidentemente non Depakin, Lyrica o Gabapentin).

Dal canto mio sono aperto anche ad un’eventuale TEC (Terapia Elettroconvulsionante) o TMS (Stimolazione Magnetica Transcranica), per le evidenze (seppur poche visto il disturbo ancora poco studiato) riscontrate fondamentalmente in tutte le ricerche e studi effettuati rispetto al DB misto.

Vorrei sottolineare come il sintomo più preoccupante, oltre che invalidante, sia quello dell’anedonia, piuttosto che quanto contingente ad ansia ed attacchi di panico. Da lì la principale causa dell’ideazione suicidaria, nonché del rischio concreto e fattuale.

Aggiornerò questa summa dopo la visita dal Dott. X del 16/10/2019.

AGGIORNAMENTO AL MARTEDÌ 5 NOVEMBRE

Attuale terapia:

  • Gabapentin 1200mg/die (potenzialmente efficace su quadro ansioso)
  • Litio 600mg/die
  • Deniban 50mg
  • Rivotril 30mg/die + al bisogno
  • Quetiapina 25 (ipnoinducente)

Inoltre, da lunedì 11/11 inserimento Equasym (metilfenidato)

Altre patologie:

  1. Cisti sacrococcigea/pillonoidale – previsto intervento chirurgico in inverno
  2. Reflusso duodenale/ernia iatale/esofagite – in cura con Pantoprazolo 40mg e antiacido (Gaviscon etc altri)

Anche il disturbo gastroenterologico si dimostra quotidianamente invalidante.

Francesco Malaguti

AGGIORNAMENTO AL LUNEDÌ 16 MARZO 2020

Operato a cisti pilonidale.

Accertato l’80% di invalidità civile

Dismesso litio

Tentativo con Reagila (cariprazina): soprattutto forte acatisia soggettiva (come Abilify), attore depressogeno/peggioramento quadro clinico (3mg/die). Dismesso.

Attuale terapia:

  • Gabapentin 1200mg/die (400+400+400mg) (potenzialmente efficace su quadro ansioso)
  • Seroquel 450mg/die
  • Deniban 50mg/die (si richiede Modafinil sostituzione)
  • Rivotril 6mg/die (2+2+2mg) + al bisogno (20gtt/die)
  • Quetiapina 25mg rilascio rapido (ipnoinducente) al bisogno
  • Equasym 40mg/die (20+20mg) (si richiede Ritalin sostituzione)
  • (Altri) Pantoprazolo e Gaviscon

Deniban 50mg/die (mattina)

Aggiornamento al lunedì 04/05/2020

Premesso il disaccordo con Dottoressa X, partorito anche dalla non conoscenza del paziente (io) e della mia quotidianità e discordia circoscritta -solo ed esclusivamente- a quanto da me riferito per via telefonica (parentesi per ringraziare della disponibilità della Dottoressa), dismesso completamente Seroquel Rilascio Prolungato: tentativo non andato a buon fine, l’ennesimo farmaco (ad alti dosaggi in questo caso, ché già fallì in passato) inefficace.

Dismesso anche Deniban 50mg/die. Effetti collaterali correlati alla sfera sessuale: completa assenza di libido, disfunzione erettile, probabili problemi prostatici e di eiaculazione. Antidepressivo-Stimolante che aveva evidentemente perso la sua efficacia, come letteratura scientifica insegna, probabilmente pe via dell’aumento di prolattina (o come riferisce il Professor Giulio Perugi).

Sintesi: nessuna conseguenza, nessun cambiamento, miglioramento sfera sessuale. La motricità di pensiero e il rapido cambiamento ciclotimico è corretto solo dal metilfenidato. Ma attenzione: non sempre.  Mood instabile, stati ansiosi/anticipatori labilità emotiva e anedonia.

Da sottolineare le conseguenze della quarantena-lockdown, riacutizzazione invero del quadro sintomatologico ansioso (sociale, agorafobico). “Stimmung”: spleen

Attuale terapia:

  • Gabapentin 1200mg/die (400+400+400mg) (potenzialmente efficace su quadro ansioso)
  • Seroquel 450mg/die  DISMESSO
  • Deniban 50mg/die  DISMESSO (si richiede Modafinil sostituzione)
  • Rivotril 6mg/die (2+2+2mg) + al bisogno (20gtt/die in più c.ca)
  • Quetiapina 25mg (più 25mg eventualmente) rilascio rapido (ipnoinducente) al bisogno
  • Equasym 40mg/die (20+20mg) (si richiede Ritalin sostituzione)
  • (Altri) Pantoprazolo e Gaviscon

Si richiede ri-adeguamento.

Proposta:

Imipramina (triciclico)

Modafinil

Aggiornamento al giovedì 04/06/2020

“[…]È stato fatto un pastrocchio e lei mi chiama perché è disperato, soffre, non respira e, se fosse mio figlio, la manderei dal Professore Conca” (Professoressa Rita di Sarro in colloquio telefonico).

Abulia totale al risveglio (“come un pesante hangover”) ogni giorno, che si protrae per tutto l’arco della giornata, nonostante metilfenidato, caffeina e nicotina (ultime due di cui abuso). Totale o quasi assenza di alcolici. Derealizzazione e costante irascibilità ed irritabilità, nervosismo, ansia [diciamo che sono “Uber”, al colmo], Nausea ed attacchi anticipatori.

Anedonia.

Del resto, ibid. a lunedì 4 maggio.

“not responding to” benzodiazepine.

Dunque: dov’è il disturbo bipolare, se non rispondo ai farmaci per il DB, e dov’è il GAD, se non rispondo a farmaci sintomatici come benzodiazepine o mood stabilizer anti-epilettici? Può certo esserci una condizione di “disinibizione” della mania (mista) da parte dei farmaci suddetti, ma (antitesi), allora il suddetto “stimmung” non sarebbe di stampo “weltzschmerz”.

Prenotata prima visita di controllo psichiatrico da Dottor Giupponi a Bolzano il 15 luglio 2020 e con Professore Conca il 4 settembre 2020, Prenotata visita il 4 agosto con Professore Conca con relative testistiche da compilare più DIVA da me richiesto.

Porterò il testo ivi scritto, le scale/ratings pocanzi dette, pagelle, et. Al.

Plausibile AD – disturbo dell’adattamento post traumatico (causa agente stressante cronico: convivenza madre psicopatologica  – BD/Pers. Istrionica, “manipolazione cluster B” e tentativi di supporto quotidiano nei suoi confornti dall’adolescenza alla prima età adulta fino al primo attacco di panico ed oltre).

Leggo inoltre tratti “schizioidi” NAS in prima diagnosi (2015).

Attuale terapia:

  • Gabapentin 1200mg/die (400+400+400mg) (potenzialmente efficace su quadro ansioso)
  • Deniban 50mg/die [reinserito – importanti effetti collaterali correlati alla libido] – [si propone imipramina e/o modafinil]
  • Rivotril 6mg/die (2+2+2mg) + al bisogno (20-30gtt/die in più c.ca)
  • Quetiapina 25mg (più 25mg eventualmente) rilascio rapido (ipnoinducente) al bisogno
  • Equasym 40mg/die (20+20mg) (si richiede Ritalin sostituzione) – (o imipramina in combinazione)
  • (Altri) Pantoprazolo e Gaviscon

24/06/2020

Nuovo tentativo con Abilify 5mg: irrequietezza extrapiramidale/acatisia.


Riepilogo psicofarmaci dal 2015 al fine agosto/2019 con commento empirico

Ven 3 luglio 2020

Aggiunto/raddoppiato 50mg Deniban (tot. 100mg)

Neurolettici:

  • Abilify –

Dosaggio: 5-10-15mg;

Durata somministrazione più lunga: c.ca un mese

Efficace su aspetto funzionalità cognitiva e stabilizzazione umore, nonché flebile rilevanza su abulia

Effetti collaterali: Acatisia, sospeso.

Nota: Primo farmaco prescritto; in occasione di un esordio di una crisi depressiva maggiore e DAP, assunto in concomitanza di Zoloft, Levopraid, (prima assunzione di) Rivotril. Assunto qualche tempo dopo ricomparsa per la terza occasione di acatisia.

  • Seroquel –

Dosaggio: 25mg (ipnoinducente, a tutt’oggi); 50mg (per quadro bipolare)

Durata somministrazione 50mg: c.ca un anno

Inefficace sotto ogni aspetto

Effetti collaterali: Sedazione; abulia.

  • Risperdal –

Dosaggio: (non pervenuto – non ricordo, plausibilmente 2mg)

Durata somministrazione: c.ca due settimane

Plausibilmente inefficace

Effetti collaterali: Priapismo; ideazione/pensieri suicidari; peggioramento quadro depressivo/melancolico

  • Talofen –

Dosaggio 20+20+20gtt/die (120mg)

Durata somministrazione: Assunto in concomitanza con degenza ospedaliera per c.ca sei mesi

Inefficace

Effetti collaterali: non evidenti a parte sedazione.

Nota: inefficace come ausilio per scalaggio/sospensione Rivotril.

Antidepressivi:

  • Zoloft –

Dosaggio: 100mg

Durata somministrazione: c.ca un anno

Inefficace

Assunto per esordio DAP/depressione grave (in terapia combinata con Levopraid, Rivotril, Abilify, quest’ultimo terapeuticamente efficace ma con relativi S.E. – leggi sopra)

Effetti collaterali: Nausea, vomito, vertigini, il tutto persistente.

  • Brintellix –

Dosaggio: 5-10mg

Durata somministrazione: c.ca tre mesi

Inefficace sotto ogni aspetto

Effetti collaterali: nessuno evidenziato

  • Wellbutrin –

(assunto in tre occasioni) Dosaggio: 150mg

Durata somministrazione più lunga: c.ca un mese

Potenzialmente efficace su aspetto depressivo/abulico

Effetti collaterali: Importante stato di nervosismo ed agitazione (“come 10 caffè”), seppur leggermente meglio in combinazione con Depakin (600mg – leggi sotto); esacerbazione quadro sintomatologico ansioso.

Nota: nessuna evidenza sull’inibizione nicotinergica/azione anti-tabagismo

  • Deniban –

Dosaggio 50mg (saltuariamente 100mg)

Durata somministrazione più lunga: probabilmente c.ca due mesi

Primo ed unico farmaco presente qui in elenco ad aver dimostrato un’evidente efficacia, in particolare su aspetti della sintomatologia depressiva, seppur con scarsa o nulla efficacia riguardo quadro ansioso/attacchi di panico, meglio su aspetti ideazione suicidaria, non trascurabile efficacia sulla “voglia di fare”.

Proprio per le sue qualità fattuale di rapido antidepressivo (agisce il giorno stesso), uso saltuario, quando presenti sintomi depressivi di tipo melancolico.

Effetti collaterali: Completo calo di libido, perdita di efficacia dopo breve (brevissimo) periodo.

  • Strattera (ADHD) –

Dosaggio: 80mg

Primo ed unico farmaco per ADD ad oggi assunto (se non preso in considerazione Wellbutrin nonché prossima assunzione di Ritalin)

Durata somministrazione: c.ca un anno

Potenziale efficacia su aspetti cognitivi e sociali seppur evidentemente blanda, in discordia con affermazioni dott. Rossi, in cui ha visto un lieve miglioramento (da annotare però il periodo di concomitanza di assunzione del farmaco con psicoterapia CBT). Ad oggi per parere dello scrivente non è risultata un’esperienza utile al miglioramento del quadro sintomatologico (tutt’altro).

Effetti collaterali: Alcuna evidenza riscontrabile.

Stabilizzanti dell’umore/anticonvusionanti:

  • Litio Carbonato –

Probabilmente il più complesso da descrivere e di difficile constatazione efficacia/effetti riscontrabili (insieme al “parente” più o meno concomitante Depakin) – prescrizione/inizio somministrazione durante degenza ospedaliera

Dosaggio: 300+300+300mg/die (in attesa di colloquio con Dott. Rossi per mia scelta di eliminarlo)

Tempo di somministrazione: c.ca 7-8 mesi (ad oggi – fine agosto 2019)

Plausibilmente completamente inefficace. Anticipando le annotazioni del commento sotto, non ci sono mai state in tutta la mia vita esordi e manifestazioni “maniacali”, seppur il mio (ipotetico) disturbo bipolare è definito (molto) vagamente “misto” [riguardo ciò una piccola nota: ho una annotazione di diagnosi di disturbo di personalità cluster B di tipo NAS. Per chi di competenza legge ciò sa bene dell’insensatezza di quanto (in)definito così]. Ove vi fossero aspetti maniacali appunto nella sua forma mista, la terapia a base di litio è risultata completamente inefficace, senza migliorare neanche l’aspetto depressivo, ben più invalidante, probabilmente aggravandone seppur leggermente i sintomi. Un’altra nota: non conosco lo stato di euforia e non l’ho mai conosciuta, non so cosa sia il buon umore (probabilmente l’ho dimenticato) ed empiricamente posso dire di non avere mai avuto esordi maniacali.

Effetti collaterali: diminuzione funzioni cognitive, possibile causa aumento peso (più plausibile Depakin preso singolarmente nella concomitanza), peggioramento quadro depressivo ed ideazione suicidaria (leggi poco sopra).

  • Depakin –

Dosaggio: 300+300mg/die

Durata somministrazione: c.ca 4/5 mesi (ad oggi – fine agosto 2019) – più che probabile (quasi sicura) interruzione trattamento nel primo settembre .

Completamente inefficace sotto ogni aspetto, a parte la appena percepibile funzione ansiolitica. Per il resto rimando a quanto scritto poco sopra riguardo il carbonato di litio, in ogni caso terapia concomitante nel tempo e per scopo.

Effetti collaterali: In primis sono particolarmente marcati gli e.c. concernenti l’apparato digerente: importante aumento ponderale esponenziale e senza freni (complice le calde temperature estive probabilmente -seppur nessun problema tiroideo riscontrato dagli esami del sangue-, c.ca 15-20 kg in più nell’arco dei pochi mesi di assunzione nonostante tentativo di esercizio fisico e leggera revisione dieta); grave dispepsia; forte e costante nausea; vomito frequente sempre più invalidante (dal primo mattino fino al coricamento, in qualsiasi condizione ambientale e psichica, stima superficiale di frequenza dalle 3 alle 10 volte al giorno, alcune volte più fugaci e meno disagevoli, altri episodi più duraturi e rilevanti); aggravamento quadro sintomatologico esofagite/reflusso gastroesofageo (con ernia iatale allo stomaco e patologia già presente) nonostante aumento dosaggio terapia con pantoprazolo (da 20mg a 40mg/die) e inserimento due volte al giorno di Gaviscon che seppur probabilmente contribuiva all’aumento ponderale di pari passo aiutava un altro importante effetto collaterale, invero la grave difficoltà digestiva (presenza di cibo ancora integro e comunque non digerito nel vomito dopo anche 10 ore di distanza – vomito della colazione in orario serale per intendere); importante diminuzione capacità cognitive (la prima notabile è la memoria, sia a breve che a lungo termine); marcata presenza di derealizzazione e aspetti di depersonalizzazione più marcati (la cui più probabile concausa va ritrovata ai sintomi successivi dell’astinenza da benzodiazepine); costante ed evidenziata ideazione suicidaria; quadro depressivo notevolmente peggiorato; peggioramento delle “a”, invero: abulia, anedonia, apatia, astenia (la meno presente e l’unica sporadica e non costante); particolare stato psichico di nervosismo ed agitazione e soprattutto di frustrazione (si legga riguardo la  -non- definizione di “quadro misto” del disturbo nel paragrafo del litio); completo annullamento creatività e di capacità ideativa originale e non, di pari passo con le “a” sopra appena descritte.

Nota: non ho minimamente esasperato gli effetti collaterali, al massimo li ho qui riportati in maniera ‘calmierata’

Nota sugli effetti collaterali: Può darsi che il farmaco ricoprisse leggermente gli aspetti ansiosi/DAP/DAG, favorendo così una qualche forma di psicosomatizzazione inconscia [checché se ne abbia da dire contro la psicoanalisi] (oltre al permanente bolo isterico con relativa difficoltà di deglutizione anche solo della saliva), piuttosto che quelle consapevoli (come tic e contrazioni muscolari volontarie) probabilmente non dissimile da quella dello Zoloft, senza però escludere gli aspetti più prettamente organici degli effetti collaterali concernenti la digestione (e non solo). In ogni caso l’intervento positivo sugli aspetti appena elencati non giustificano l’utilizzo del farmaco a livello terapeutico, essendo l’intervento blando o quantomeno flebile e gli effetti collaterali di particolare importanza ed invalidanti.

Nota: prescrizione in politerapia combinata con Litio come stabilizzatore per successivo inserimento terapeutico dell’ADHD con Ritalin; prescrizione immediata a grave crisi di astinenza da benzodiazepine dopo rapido scalaggio Rivotril e brusca e repentina interruzione nell’ultima fase (da c.ca 100 gtt/die a 15gtt/die in un mese, dalle ultime 15gtt/die a nessuna nell’arco di 3-4 giorni; gravi sintomi di astinenza nei 4-5 giorni successivi, reinserimento a dosaggio di 0.5mg+0.5mg/die – leggasi sotto).

Conclusione avventata: Se litio in combinazione con Depakin fossero terapeuticamente efficaci si avrebbe una conferma della diagnosi e della patologia del disturbo bipolare. Essendo questi i farmaci “d’elezione”, contando le innumerevoli alternative provate, mi pare evidente l’esclusione di un qualsiasi disturbo dell’umore, quantomeno nel suo sottoinsieme bipolarismo/ciclotimia.

  • Lyrica (GAD) –

Dosaggio: 150mg iniziali

Durata somministrazione: c.ca un mese (o poco più)

Efficacia: Nessuna

Effetti collaterali: Nessuno

  • Neurontin – Gabapentin –

Dosaggio: 100-100-100mg/die (300mg/die)

Durata somministrazione: A partire dal 03/09/2019 (c.ca dieci giorni ad oggi)

Efficacia: Per ora nessuna riscontrata.

Effetti collaterali: calo della libido/anorgasmia riscontrato nella finestra di emivita (se non assunta una singola dose scomparsa dell’e.c.).

Nota: Prescritto in sostituzione del Depakin, a scopo ansiolitico e stabilizzante per prossima introduzione Ritalin

Benzodiazepine:

  • Rivotril –

Riguardo le benzodiazepine è chiaro che c’è poco da dire in questa summa epidermica, essendo per loro natura non terapeutiche ma cure palliative, nonché sostanza d’abuso e psicotropa di tipo psicolettico. Pertanto non ripeterò lo schema sopra utilizzato.

Inizio terapia: agosto 2016 in concomitanza con notevole aggravamento quadro DAP e depressivo cominciato circa due o tre mesi prima (con il primo esordio di attacco di panico a fine maggio/inizio giugno), raggiungendo il culmine appunto nella data suddetta di inizio prescrizione Rivotril in combinazione con Levopraid (stomaco chiuso, incapacità di deglutizione e più specificamente anche di masticazione/’creazione’ bolo, ovvia relativa mancanza di appetito), Zoloft, Abilify (potenzialmente l’unico agente veramente efficace in questa fase).

Ad oggi prosieguo assunzione nonostante tentativo dismissione (leggasi su paragrafo Depakin) seppur a dosaggio notevolmente (e piramidalmente) basso (0.5+0.5mg/die + 0.5mg al bisogno), tenendo conto che all’apice è stato raggiunto un notevole dosaggio da abuso (sia per dipendenza ma soprattutto per tolleranza/assuefazione) di c.ca 10mg (100gtt) al giorno assunto a dosaggi ed intervalli irregolari ma soprattutto per meccanismo di coping riguardo l’ovvia azione ansiolitica sul quadro sempre più ansioso con relativa “assuefazione ansiogena”. 

Una piccola nota di curiosità, se così si può definire: quando mi sono stati somministrati 10mg di Midazolam per una gastroscopia invasiva, questi non hanno fatto alcun effetto, dovendo quindi l’anestesista portare il dosaggio a 20mg; questo per far intendere il livello di tolleranza che avevo raggiunto alle benzodiazepine.

  • Tavor –

Prima prescrizione benzodiazepina dopo primo attacco di panico;

Efficace il giusto per qualcosa di completamente nuovo per l’esperienza, soprattutto se confrontato con il ben più efficace Rivotril qui sopra.

  • Xanax

Prescrizione durante assunzione Rivotril come alternativa ma soprattutto come alternativa “al bisogno”. Assunto pochissime volte, poco da dire.
 

  • (utilizzo occasionale e fuori prescrizione)   Valium – Lexotan

Se escluso l’En (‘prestatomi’ da una passante durante un attacco di panico per strada), ho assunto sia Valium che Lexotan nella finestra di tempo in cui sperimentavo i primi attacchi di panico ed il tavor era solo qualcosa di provvisorio e la situazione non era ancora stata ben valorizzata o presa sul serio, per quello che era; in ogni caso dosaggio particolarmente basso ed uso saltuario, già presenti in casa per prescrizione a parente.

Altri:

  • Levopraid –

Utile nel periodo di recupero dalla grave condizione depressiva e DAP (leggasi in paragrafo Rivotril); 7+7+7 gtt/die

(mi concedeva di assumere piccole porzioni di cibo come cracker)

  • Samyr –

Per cambio stagionale, nessuna efficacia evidenziata su aspetto astenico

  • Ipericina + Ginseng + B2

Integratore “da banco” assunto prima del primo attacco di panico per ovviare ai sintomi d’abuso etilico (“postumi”) -comunque circoscritto ad un breve periodo di due o tre mesi- abuso non troppo peggiore di quello di per sé diffuso dai giovani a scopo ricreativo o socialmente ansiolitico, perché no, efficace da quel punto di vista, seppur “nascondendo la polvere sotto il tappeto”, portandomi sia per le conseguenze dell’assunzione d’alcol suddette, sia per la sua intrinseca azione stimolante/antidepressiva (il dosaggio era particolarmente elevato, prendevo molte compresse per raggiungere una dose “terapeutica” di iperico e ciò comportava un forte incremento dell’azione adrenergica del ginseng per via del suo dosaggio reiterato e sommato alla caffeina dei molteplici caffè al giorno). Si può dire che l’integratore in questione è plausibilmente la causa principale dell’esordio ansioso/esplosione depressiva-DAP, eppure si può anche constatare che tanto ne ha semplicemente anticipata l’insorgenza, ché prima o tardi il tutto si sarebbe presentato.

Sostanze d’abuso psicotrope/droghe non a scopo terapeutico:

  • Alcol

Insomma, un ulteriore invito a leggere il paragrafo di un altro farmaco, in questo caso quello dell’ipericina/ginseng qui sopra, in cui parlo proprio dell’alcol.

Intanto ridondo, sappiamo che l’alcol è sì una sostanza d’abuso, ma il meccanismo è semplice: soffro d’ansia, anche inconsapevolmente, bevo. Semplice meccanismo di coping (o contro-coping, dipende dalle prospettive).

In sintesi mi ubriacavo tutte le sere, per circa due o tre mesi. Poco male. Non ci ho impiegato molto a smettere, per poi ricominciare quasi moderatamente (insomma, non in termini medici, oppure sì, non credo di aver mai superato quei tot. Gr. Alla settimana da allora). In ogni caso il c.d. hangover è un ottimo deterrente per non assumere più di tanto alcol, essendo i sintomi particolarmente gravi per le mie condizioni, soprattutto per l’aspetto psichico. Ho passato anche un periodo di steatosi epatica con relativa vena porta ingrossata, proprio subito dopo il periodo d’abuso, risoltasi comunque con la quasi completa astinenza per un lungo periodo.

Psicoterapia:

  • Psicodinamica –
    Circa 4/5 mesi

Visto che non ho tanta più voglia e concentrazione per scrivere sarò sintetico: inutile.
Utile però a svuotare il portafogli
 

  • Cognitivo-Comportamentale
    Non utile a svuotare il portafogli, essendo stato un servizio straordinariamente ‘offerto’ dal CSM (e qui, senza aprire polemiche, ringrazio per la cortese concessione.

Plausibilmente utile nella circoscrizione di quel periodo, circa un anno, da confondersi però con la concomitante farmacoterapia con Strattera (leggasi paragrafo).
Personalmente non mi sento di valutare l’efficacia di una psicoterapia e a dire il vero neanche di quella a stampo psicodinamico, il mio know-how, persino quello empirico, non è abbastanza, ma soprattutto le variabili sono talmente tante che in particolare se osservate da dentro è forse impossibile inquadrare un miglioramento, un peggioramento, di un sintomo, di una sintomatologia. Ad oggi è ancora difficile evitare la stigmatizzazione del disagio psichico ed in particolare della psicopatologia, sicché se l’unico soggetto utile ad osservare per offrire una tesi ed una antitesi è “chi ti frequenta”, “chi ti sta vicino”, “chi ti conosce bene”, quello non solo non basta, ma è persino lesivo in un qualsiasi percorso ausiliare di osservazione diagnostica, sottraendo in anticipo a chi dovrebbe avere “il dono della sintesi” nella sua funzione di sacerdote scientifico della dottrina di sintesi, lo psichiatra nella psichiatria. Allora ci rinuncio? Chissà, la fiducia è l’ultima a morire, altro che speranza.

Nota: (eh?!)
 

Più che probabile prescrizione (proposte) nel futuro più prossimo:

  • Ritalin –

Poco da aggiungere, diagnosi di ADD, confermata da più di uno specialista, farmaco di prima scelta.
(ecco, agonista dopaminergico lo devo aggiungere)

Proposta “sperimentale” e personale:

  • Pramipexolo/Mirapexin –
  • Buspirone (ansiolitico atipico recettore 5HT5)
  • Etifoxina (ansiolitico atipico GABAergico)

Vista l’efficacia degli agenti dopaminergici agonisti (o inibitori/accumulatori, come il Deniban o il Seroquel 25mg rilascio rapido o l’Abilify, seppur agonista parziale e comunque un ‘parkinsonizzante’), una semplice proposta plausibilmente valida sul ragionamento. Inoltre, è una molecola di recente scoperta come efficace per la depressione bipolare o la depressione resistente più in generale.

  • Rexulti

Semplicemente vista l’efficacia dell’Abilify ma presi in considerazione i suoi effetti collaterali, un farmaco simile, definito “il successore” del primo (Otzuka-Lundbeck), mi sembra logico. Anche qui si noti l’aspetto dopaminergico.

Nota più personale e sintetica:

Ambiente: Cambiare completamente ambiente, tentare di cambiare prospettive ed ambizioni non ha giovato, tutt’altro. Ciò che caratterizza davvero la mia condizione di disagio psichico e che la sintetizza in mia umile opinione ma unica diretta interessata (!) e l’anedonia, nonché derealizzazione ed abulia.

Commento:

Nessuno di questi approcci è risultato funzionale al miglioramento del quadro sintomatologico nella sua formazione di comorbidità. Si può empiricamente supporre che ci sia un nucleo patologico, l’ADHD/ADD, in aggiunta all’ambiente stressogeno sia nelle prime fasi educative (seppur ovviato in parte nella prima infanzia), che nella seconda parte della crescita individuale, quella adolescenziale, nonché la reiterata sottoposizione ad avversità costanti e a stimoli negativi e, appunto, causanti stress. Da questo punto di vista mi ricollego all’aspetto dell’ereditarietà/familiarità della nevrosi ed in particolare della patologia del disturbo bipolare, fortemente evidente in mia madre (ovviamente affetta e diagnosticata da una molteplicità di specialisti) che tengo a specificare non possa essere l’unico dato che porta ad una diagnosi simile per me, si rischia sommarietà e contrarietà alle leggi statistiche e scientifiche in generale. Poiché se è vero che si suppone che il 40% dei figli con familiarità sviluppa poi il DB, è altresì vero che il rimanente 60% non ne presenta la patologia.

Non aggiungo altro riguardo l’elenco dei sintomi già elencati per via della descrizione dell’efficacia dei farmaci nella lista qui sopra. Piccola nota è l’abuso di nicotina e di caffeina, un atro evidente meccanismo di coping correlabile all’aspetto cognitivo/attentivo viste le capacità di stimolanti delle due sostanze. Stesso discorso sull’alcol o le benzodiazepine riguardo l’aspetto ansiolitico, ma ne ho largamente parlato già sopra, ma qui vorrei sottolineare l’utilizzo (quasi) responsabile che ne faccio. Riguardo quest’ultima affermazione non posso che riportare come non solo non ho mai avuto tendenze ‘psiconautiche’ e facilità d’abuso, ma non ho mai neanche provato le c.d. droghe pesanti, non ho mai assunto psicofarmaci o farmaci in generale senza prescrizione, per una semplice ragione: ci tengo alla mia salute. Solo quest’ultime affermazioni, di fatto dovrebbero portare ad escludere che abbia mai avuto un esordio e poi una qualche fase maniacale o ipomaniacale. Spendo i soldi con parsimonia, non ho mai fatto shopping compuslivo (a dire il vero non ho mai fatto shopping in generale).

In realtà tra i sintomi non ho elencato quelli tipici del D.O.C. (pensiero magico su tutti), ma tant’è.

Un importante punto in questa nota riguarda le personali supposizioni (quasi) convinzioni riguardo ciò che concerne e collega il mio disagio con la sua causa organica, una disfunzione tendente alla carenza di concentrazione della dopamina, o più in generale “l’aspetto dopaminergico” (probabilmente c. prefrontale e DAT). In primis per la condizione di anedonia, quanto di più invalidante tra tutto ciò che posso provare. In secondo luogo l’ADHD. Ma anche e forse soprattutto quei pochi farmaci positivi sui recettori dopaminergici come agonisti o leggeri inibitori (con l’eccezione del parziale Abilify) con la loro efficace buona risposta da parte mia. Non ancora abbastanza (pertanto v’è tra le proposte più illusorie il Pramexin, ma soprattutto tra quelle concrete e soprattutto non mia il Ritalin).

Il discorso sull’aspetto dopaminergico è lungo e non mi dilungo, anche perché ho l’ADD e scrivere tutto questo è davvero una tortura, ma una cosa è certa: il mio sistema di ricompensa è, appunto, scompensato, semplicemente rotto. A cosa mi porta questo? Anedonia. La conseguenza dell’anedonia? Dopo tale sofferenza, solo il suicidio.

Ho sempre distinto volontà e forza di volontà (rispetto al “Essere o Avere” di E.Fromm gli ho sempre contestato proprio quell’avere, più realisticamente dovrebbe essere “Essere o Volere”, ma tant’è), così per ulteriore personale annotazione segno di come abbia finito ogni forma di volontà (ma non di essere) ma la forza di volontà vien subito dopo l’esaurimento (nervoso) della volontà naturale. È semplicemente sacrificio. Ecco, da qui, di forza di volontà e di sacrificio è impossibile non attribuirgli (non solo nel mio caso specifico) un ruolo cruciale, falsamente controproducente e paradossale, più che importante e costantemente, sempre presente, seppur evidentemente insufficiente.

In ogni caso, a tutt’oggi soffro quanto e più di prima e se scrivo ciò è perché sto terminando ogni forma di fiducia e di aspettative (la speranza è davvero la prima a morire, soprattutto se la consumi -e che vuoi fare, in una società consumista?).

Grazie.

Ultimo Aggiornamento al 12/09/2019 – (Aggiunto Neurontin)

In allegato, quadro più sintetico e più aggiornato (con Equasym/metilfenidato)


Una delle cose che evidentemente più mi fa soffrire è quando mi si dice “Non sembri depresso”… “Ti vedo bene!”… “È tutto nella tua mente!” (e dove cazzo altro dovrebbe essere perdio?!), ma soprattutto la prima.

L’età d’insorgenza o di esordio del mio disturbo bipolare coincide con i dati epidemiologici: la prima volta che ho ricorso al servizio psichiatrico è stato a ventuno anni. Oggi, 4 anni dopo (a 26 anni però), l’intero quadro è notevolmente peggiorato, ogni sintomo è acutizzato ed ogni sofferenza esacerbata. Sono nel pieno di una fase depressiva, mista, sì, nelle sue varianti o variabili, ma comunque depressiva. Conosco della parvente paradossalità dello stato depressivo “opposto” nel quadro ‘mistico’ e viceversa dello stato maniacale opposto e quindi di apparente depressione. Ma ora, ripeto, sono in piena fase depressiva. Ho calcolato superficialmente e grossolanamente le mie probabilità di suicidio in un futuro prossimo: siamo intorno al 60-65%. Sto nuotando nella restante probabilità di sopravvivenza, facendo il possibile. Ma che angoscia, che anedonia, che sofferenza!

Ho paura.

E non riesco a piangere. Ma sono in un oceano di lacrime, non posso bagnarmi se sono immerso.

Così non scorrono lacrime, ma sguardi persi, tersi d’una sofferenza nascosta, ma viva. Quanto viva da cancellarmi, tanto viva da farmi morire. Sono morto o navigo redivivo, ma non m’è dato saperlo. Solo forme, rumori, colori, ancora, niente musica, nessuna armonia. Sentire non è percepire e percepire non è vivere. Percepire senza sentire è marcire, marcire senza sentire è morire. E no, a dispetto di Philip K. Dick, voi siete vivi, io sono morto.

Sarà questo poi il “diario di un anedonico”? Continuo a piangere, senza lacrimare. Mi serve l’ossigeno per respirare affanni d’ansia e non posso permettermi singhiozzi, se non facessi economia d’aria sarebbe panico, ‘sì come panico è quando dispendio la mia moneta e spando il battito del mio cuore, la pesantezza d’ogni respiro ed espando la mia angoscia. C’è vita lì. Una vita di sofferenza dove a batter il terreno son solo soldati redivivi vittime di traumi insuperabili e di ricordi incancellabili, lì dove non sorge il sole ché il tempo non ha tempo e la notte non è notte, è l’eterno -senza inizio, senza fine. Arido e buio, spogli d’ogni veste meritevole, finiranno in ginocchio dove la luna non brilla su alcunché, dove la luna riflette la loro ombra, su quel te  rreno lezzo del loro seme di follia, dove vive la fauna della paura, dal sentore d’olezzo di marcio. Quella dell’impiccagione:

Eppure illibati.

Eppure innocenti.

Eppure Anime, come tutti.

Eppure,

O Malati

O Dementi, o ‘sì sofferenti

Pietà

Oppure lutti.

Comunque:

Ciao,

a tutti.


Email a Dottor X

Descrizione, aggiornamenti e prospetto personale da Francesco Malaguti – farmacologia e terapia – diagnosi e cura – richieste

FM

Francesco Malaguti

Lun 24/02/2020 22:40

Buonasera Gentile Dottore,

Le scrivo per eventuali aggiornamenti sul colloquio consultivo e visita a Pisa, senza nascondere una parziale sollecitazione in merito. 

A proposito, sono -ad ora- infatti senza una terapia adeguata se non parzialmente palliativa di alcuni sintomi, come quelli concernenti gli stati d’ansia comorbidi. 

Eppure ritengo che il quadro, complice il tempo e la durata senza cura medica della patologia, si stia aggravando e si sia aggravata esponenzialmente. Mi riferisco chiaramente al Disturbo Bipolare, evidentemente “Non Altrimenti Specificato” per cui, appunto, (e la ringrazio per ciò) andò in visita presso specialisti della divisione sperimentale dell’Ospedale Santa Chiara di Pisa.

Il quadro è particolarmente complesso e non riesco ad adempiere alle normali attività quotidiane, se non tanto faticosamente e per via o grazie alla caffeina -di cui abuso- e del metilfenidato.

Come sopra, parlando di farmaci, il Neurontin copre (e non cura) gli stati ansiosi, complice comunque l’alto dosaggio di Rivotril assunto, che in ogni caso disinibisce paradossalmente gli stati maniaco-depressivi, rispettivamente. Non si può parlare -come fa Lei- di abuso, faccio il possibile per assumerne il meno possibile e per inciso l’effetto non può essere da dipendenza, ma al massimo da assuefazione, non dandomi alcun effetto psicotropo d’evidenza, come flebile sedazione o rilassamento, insomma, lo scopo delle benzodiazepine (beh, il Fentanyl lo fa, esageratamente).

Del resto, dal momento in cui parlo di farmaci, il litio a mio parer empirico è quanto di più lesivo a scopo terapico, è chiaro che quanto di cui ho bisogno è un antipsicotico, ove calmierato e compensato con un antidepressivo. In merito, la mia farmacoresistenza è qualcosa da approfondire, dopo una ventina di molecole provate. A questo punto è una partita di scacchi, o di Sudoku, dove la soluzione migliore è quella di trovare la combinazione di mosse giuste al fine di vincere. 

La aggiorno su un fatto, invero, mi è stato riconosciuto l’80% di invalidità civile dall’INPS.

In sunto, sono cinque anni che sono in terapia da Lei: non posso che ringraziarLa per la Sua disponibilità e competenza e a riguardo, direi che è arrivata l’ora di trovare una soluzione. 

Riferisce che sono uno “psiconauta”. No, Gentile Dottore, tutt’altro. Non assumo sostanze illegali o che non siano prescritte da Lei, escluso l’abuso di nicotina e caffeina, entrambi stimolanti e antidepressivi dopaminergici, oltre che noradrenergici.

Facendo un passo indietro, ho dismesso il Reagila, come prevedibile mi causava una forte acatisia soggettiva (a 3mg/die) ma per di più, fungeva da antipsicotico più “puro”, piuttosto che da stabilizzante o antidepressivo-antimaniacale. Questo non toglie che un agonista parziale della dopamina possa essere una buona “soluzione” per una politerapia ben ragionata, diciamo una buona mossa verso lo scacco, come quanto scritto sopra.

S’evince per forza di cose che i serotonici non possono essere una soluzione sia agonisti che antagonisti (sia che aumentino diciamo, sia che diminuiscano, inibitori o al contrario poco importa).

S’evince anche che i GABAergici in senso più generale (non sintomatici) sono futili senza una terapia adeguata, o addirittura inutili se trovata la corretta terapia.

S’evince che i dopaminici siano un punto di partenza, essendo le uniche molecole ad aver fornito una risposta che non fosse esclusivamente collaterale o extra-piramidale (l’Abilify mi ha letteralmente salvato la vita più volte, il Deniban “corregge” lo status morale, il metilfenidato agisce su fattività ed energia fisica -ma non psichica-).

Non mi dilungo sulle molecole, essendo molteplici, ma s’evince anche che l’unico farmaco a mia conoscenza che possa agire evidentemente sull’acido glutammico sia invece il litio, ma lo dico senza formalità: lo fa male. Pertanto sarebbe da aspettarsi la es-ketamina, ma come si suol dire, il tempo è galantuomo.

Però, a proposito di agonisti parziali dopaminici, sarebbe interessante conoscere il brexipiprazolo, essendo comunque approvato dell’EMA e quindi importabile, seppur a pagamento, ma poco importa.

Sicuramente non v’è evidenza di necessità di interventi nodradrenergici, se non flebili (l’azione del Wellbutrin è un buon esempio contingente).

Comunque, non è il caso di ragionare ancora su eventuali altri farmaci delle stesse nomenclatura di famiglia, come stabilizzati (lamotrigina et similia), vista l’assente efficacia dei più precisi farmaci come il Depakin (senza considerare gli effetti collaterali), o di antipsicotici tipici, che mi porterebbero solo ad uno stato depressivo maggiore. 

Inoltre una curiosità, nonostante non possa permettermelo in liquidità: perché non continuare con una psicoterapia, CBT o psicodinamica che sia? Certo, dev’essere coadiuvato da una corretta ed efficace terapia farmacologica, ma… viceversa!

Faccio un passo poco indietro: ogni terapia che assumo ad ora è “off-label”, ‘sì come è off-label in Italia, o quantomeno per l’AIFA, la Terapia Elettro Convulsivante o la Stimolazione magnetica transcranica, in ogni caso praticata proprio a Bologna, nonostante, come mi insegna Lei, sia una terapia di prim’ordine in tutto l’estero, quantomeno e ovviamente in Occidente. Entrambe agiscono sul glutammato e le evidenze scientifiche provano l’efficacia prognostica come cura. Queste evidenze scientifiche citate, sono proprio -anche- del Professore Giulio Perugi, di cui Lei è stato allievo (e le è rimasto molto da quanto noto… se i medici hanno occhi clinico, i pazienti hanno occhio critico).

Pertanto le chiedo come prossimo step, valutando insieme all’equipe dei suoi colleghi di Pisa, due cose come seconda fase se non dovesse andare a buon fine un primo tentativo farmacologico; sto parlando di un ricovero, anzitutto, ma più che altro (e su questo chiedo davvero ‘consulenza’ professionale, essendo pur’io ‘vittima’ di “Qualcuno Volò Sul Nido Del Cuculo”, d’altronde italiano e basagliano, persino comunista!), dopo questa lunga parentesi: avviare delle sedute di Terapia Elettro Convulsivante, con la richiesta del Suo stretto controllo.

Davvero non vedo altre speranze, che sarebbero quelle ultime a morire. 

Lascio link a abstract proprio del Professore Giulio Perugi, non l’unico ma evidentemente (nostro) punto di riferimento

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28503107

The Role of Electroconvulsive Therapy (ECT) in Bipolar Disorder: Effectiveness in 522 Patients with Bipolar Depression, Mixed-state, Mania and Catatonic Features. 1. Curr Neuropharmacol. 2017 Apr;15(3):359-371. doi: 10.2174/1570159X14666161017233642. The Role of Electroconvulsive Therapy (ECT) in Bipolar Disorder: Effectiveness in 522 Patients with Bipolar Depression, Mixed-state, Mania and Catatonic Features. www.ncbi.nlm.nih.gov

Concludendo, davvero non posso che ringraziarLa per la Sua professionalità e disponibilità, e voglio che sappia che Le sono particolarmente riconoscente e grato, nonostante ancora la patologia prevalga. 

In questo senso, vorrei dei chiarimenti da Lei sul mio stato generale, più specificamente una sorta di cartella Clinica verbale, trasparenza e informazioni su quanto ritiene plausibile una prognosi positiva e su quale sia l’anamnesi e la diagnosi attuale.

La ringrazio per l’attenzione e Le auguro una buona serata e,

Nell’attesa di un eventuale riscontro e di aggiornamenti, anche solo la lettura dello scritto qui in questione (con tutte le sue pecche ed omissioni),

mi scuso se ho errato nell’inviare questa mail e se mi sono dilungato troppo (sì, l’ho fatto, sono prolisso ahimè!), 

Francesco Malaguti

P.S.

Sì, forse è uno scritto “ipo-maniacale”, ma le assicuro, sulla base degli studi (1905) di Emil Kraepelin  di essere in una fase di depressione con fuga delle idee, mania depressa o Mania depressa (l’ultima meno probabile, ma stiamo parlando di studi letteralmente antichi, in ogni caso per la psichiatria ancora giovani e -come Lei sa- da punto d’inizio per il futuro e mi permetto di affermare che il precursore in questione sia mentore per quanti, come il Professor Perugi, studiano nello specifico l’argomento dei disturbi dell’umore). 


Weltschmerz

Quadro “psico-nevrotico” sintomatologico fattuale [od il “gioco delle “A”]:

  • Alessitimia
  • Anedonia
  • Apatia
  • Abulia
  • Astenia

Ansia e tutto quanto di contingente (agorafobia, DAP, attacchi anticipatori, iperventilazione costante etc…)

“Dysania” e vomito.

Quadro in esponenziale peggioramento.

Se le può interessare sono ENTP-T nel test Meyer-Briggs 16 personalities

Alla cortese attenzione dell’egregio Professore Andreas Conca

Buongiorno,

Sono Francesco Malaguti, in accordo con la segretaria dottoressa Vanda Toso ho prenotato una visita con Lei il 6 agosto.

Inolto l’e-mail che ho mandato al suo collega dottore Giupponi per ‘explain’, seppur farragginoso (d’altronde lo è la mia diagnosi e di conseguenza ogni terapia un ‘pastrocchio’).

Troverà in allegato i vari test e scale che mi avete mandato, nonché le valutazioni delle pagelle dalla prima elementare alla terza media (alle elementari tutti ottimo/distinto, alle medie tutti sufficiente e non sufficiente – suppongo di essere stato un c.d. “gifted child”, visto anche il test del q.i. che feci alle medie, che risultò di c.ca 150).

Troverà anche la prima lettera di sospensione (terza media), susseguitasi poi da svariate sospensioni nell’arco del breve periodo di liceo (mai concluso, ho ‘comprato’ 4 anni ma mai l’ultimo).

In allegato anche una diagnosi specialistica pediatrica di gastroenterologia a 7 anni di età in cui si denota astenia, stipsi irritabilità…

Inoltre, sarebbe molto utile leggere la mia cartella clinica ‘storica’, ma è così lunga da non poterla mandare. Le diagnosi sono davvero, come dicevo, poco precise (in ogni titulo v’è siffatti “NAS”, da BD tipo 1 sempre misto NAS – che lo vedo un po’ come le tipologie d’ispirazione dagli studi di Kraepelin), ADD “importante”, disturbo di personalità NAS o cluster B o schizoide, alcuni tratti “magici”… ma appunto, tra diagnosi differenziali e confuse, non v’è una diagnosi e quindi cura nucleare e puntuale.

Ho cercato di fare una sintesi farmacologica, ma anche empirica, che troverà anch’essa in allegato (nasce in realtà come sintesi per richiesta invalidità INPS).

Come chiesto a Vanda Toso, non riuscendo a vivere la mia quotidianità, vista quella che secondo me è un’urgenza, proponevo una chiamata di conoscenza via Skype/Teams ove possibile.

Weltschmerz credo sia la parola chiave che è andata a sostituire quello che un tempo era stimmung spleen.

Quadro “psico-nevrotico” sintomatologico fattuale [od il “gioco delle “A”]:

  • Alessitimia
  • Anedonia
  • Apatia
  • Abulia
  • Astenia
  • Avolizione
  • Angoscia

Ansia e tutto quanto di contingente (agorafobia, DAP, attacchi anticipatori, iperventilazione costante etc…)

“Dysania” e vomito, nonché inappetenza.

Quadro in esponenziale peggioramento.

Se le può interessare sono ENTP-T nel test Meyer-Briggs 16 personalities (se fosse appassionato di Jung pure dei gemelli)

Davvero, mi sento all’ “ultima thule”, senza più speranze.

Inoltre, sto rifacendo daccapo il DIVA 2.0 presso il CSM, nonché lo SCID-V (quello aggiornato al DSM-V insomma).

Abuso clonazepam (nessuna dipendenza ma assuefazione e tolleranza), caffeina e nicotina (coping?).

Intellettualizzazione.

Resilienza (ma non infinita).

E tante altre cose in realtà…

La ringrazio per la cortese attenzione e, in attesa di un responso,

Grazie e buona serata,

Francesco Malaguti

18/06/2020

Quadro in esponenziale peggioramento.

Reinserito Deniban e Neurontin 1200/die regolarmente.

Oggi al CSM per test DIVA 2.0 (ADHD nell’adulto) con mio padre, ho sfuriato con la dottoressa specializzanda Dott. X.

L’urgenza dell’altro giorno era per un posto letto per ricovero in clinica. Ho avuto un quarto d’ora per decidere, ovviamente ho rifiutato!

Tornando ad oggi, sì, ho sfuriato, non sopporto la loro incompetenza. C’è il timore che la mirtazapina possa avere effetti collaterali cardiovascolari? Puttanate! Mi serve una terapia.

Il quindici luglio ne saprò qualcosa di più, è tutto così… strano… e con così tanta sfiducia ormai da essere quasi rassegnato… resilienza, sì, resilienza sto gran cazzo gigante!

Non respiro e l’anedonia la fa da padrona.

Mi tromberò  l’amica? Coincidenza vuole che possa farlo! Perché no? Ah sì, perché non me ne frega alcunché, sono anedonico, già.

E come si cura l’anedonia?

Non di certo andando a trovare mia madre, come ieri,

O a leggere la mia cartella clinica since marzo 2015 per evincere il più grande pastrocchio mai letto per un paziente, io, che come si usa dire, “è nato in anticipo”. Serve una diagnosi.

E, seppur estroverso e socievole/sociale, ho un sospetto di un disturbo di personalità schizoide – Cluster A.

Ma oggi ho cominciato a prendere il Kilocal Uomo per la panza, almeno quello! Ah, anche il Meritene, dal momento in cui non mangio mai.

Ma svegliarsi al mattino come se avessi postumi di tre sbronze potenti, vomitando tutto il giorno, ovunque…

Mi alzo, disagio, nausea, vomito.

Caffè, sigaretta, vomito.

Domani dovrò andare in via Stalingrado a registrare la cantante in studio. Eh va be’ vediamo se e come ce la farò senza attacchi di panico.

Ma derealizzazione/depersonalizzazione la fanno da padrona.

E mio padre… sta invecchiando in anticipo, vorrebbe soltanto una vita tranquilla… e si ritrova me al suo fianco. Bene ma non benissimo, non ha ancora capito che non avrebbe dovuto fare figli e farli crescere dopo la morte di mia nonna a mia madre.

Mia madre per cui, tra l’altro, sono molto preoccupato. E mio fratello?

Chissà.

Nel frattempo abuso di Rivotril, seppur oggi sia rimasto al dosaggio di 6mg.

In passato avevo già parlato della nuova denuncia calunnia per aggressione e lesioni aggravate e che sonno ancora in recidiva condizionale? Che due coglioni.

[omissis questione “di cuore”]

Il mio male è venuto per nuocermi e di questo ne sono sicuro.

Ho perso anni di vita! E ne sto continuando a perdere!

Problemi gravi di intellettualizzazione/razionalizzazione e altri meccanismi di difesa,

Problemi gravi della sfera affettiva – timica.

Problemi gravi di attenzione e concentrazione ovviamente e iperattività psichica.

Problemi gravi di emotività repressa.

Problemi gravi di (a)edonismo. (anedonia sempre più espansa)

Problemi gravi del quadro ansioso. Derealizzazione/Depersonalizzazione.

Problemi gravi concernenti la regolarità gastrointestinale/alimentare e ritmo sonno-veglia.

Abuso benzodiazepine.

Tre pacchetti di sigarette al giorno, abuso di caffeina e di caffè a gogò. A casa mia si chiama coping. Siffatti:

LA DOPAMINA NELLA CORTECCIA PREFRONTALE PROCODIO.

IL RILASCIO DAT SINAPTICO E PRE_SINAPTICO PORCA PUTTANA.

RECETTORI D2-D3 E NORADRENERGICI; 5HT1a e 5HT5a SEROTONINA, ALFADRENDERGICO CAZZO.

I GABA NON C’ENTRANO ALCUNCHé!

Basta, ciao.


Egregio Dottor Giupponi,

Anzitutto mi presento ed una premessa. Sono Francesco Malaguti (27 anni), un paziente psichiatrico di Bologna con diagnosi poco chiara ma con sintomi piuttosto evidenti e particolarmente invalidanti, premettendo qui, senza approfondire ulteriormente, la c.d. “farmacoresistenza” o “not-responding” (sì, so che in medicina è quasi una parolaccia!) alle decine (20/30 in vari tentativi di combinazione) di farmaci “sintomatici” (comprese benzodiazepine, in particolare l’assuefazione al clonazepam, di cui ne assumo anche 10mg/die senza alcun evidente miglioramento palliativo, non di certo dovuto alla tolleranza, ma più plausibilmente alla non indicazione terapeutica), nonché off-label (ma anche diverse psicoterapie) assunti nel corso di quasi sei anni in cui sono seguito in ambito specialistico psichiatrico, senza alcun riscontro migliorativo del quadro sintomatologico e sociale.

A proposito di diagnosi, come qualunque suo collega può evincere dando uno sguardo veloce alla mia cartella clinica, è stato fatto un “pastrocchio” (parole non mie ma da me pienamente condivise). Lei certamente sa, come medico, che ove la diagnosi è sbagliata, il trattamento non solo è errato, ma di conseguenza -quando non blando- porta quasi certamente ad un peggioramento del quadro sintomatologico o in generale ad un avanzare della patologia (metafora “random”, ‘si come avviene nella più giovane ed interpretabile psichiatria: anchilosi non trattata = deterioramento, cancrena, amputazione). 

Ritornando alla diagnosi, quella attualmente “vigente” (ma del tutto non corrisposta dai parametri dei manuali diagnostici) è il Disturbo Bipolare tipo I -de iure- e “misto” (riferimento a Krapelin – piuttosto “depressivo”) -plausibilmente de facto-, in comorbidità con un’ADHD con prevalenza inattentiva (più che plausibile) riferita, dal Professore Giulio Perugi, che sicuramente conoscerà (di cui mi trovo costretto a sottolineare la sua ‘carenza’ deontologica), nonché di un disturbo di personalità NAS di tipo cluster B (lo so, o è uno o è l’altro, ma questo è quanto ha scritto un Suo collega, molto competente devo ammettere, ma non le suonerà nuova piuttosto l’impreparazione e, appunto, l’incompetenza in Italia dei suoi colleghi per quanto concerne l’ADHD nell’adulto).

Sulla sintomatologia, piuttosto, vi sarebbe da dilungarsi troppo, più di quanto già mi sno permesso di fare. Perciò mi limiterò ad indicare solo qualche sintomo che di più ritengo invalidante; 

a partire da quello che definisco il “gioco delle ‘A'”, (abulia, astenia, etc.) specifico più complessivamente l’Anedonia, che comincia sempre più a ‘farla da padrona’, portandomi anche (ormai) a costanti pensieri suicidari. Ma se c’è un’altra ‘A’ totalmente invalidante, quella è l’ansia, costante, compresi attacchi anticipatori, e tutte le conseguenze che si porta dietro: fondamentalmente non respiro e non ho un attimo di tregua e permanente distress, con irascibilità e scatti d’ira (certamente l’ambiente non è d’aiuto né consono). Insomma, in sunto, non vivo la quotidianità, con il timore che la resilienza possa finire. Desidero passare solo ogni tanto un momento di serenità, sic et simpliciter.

Mi sono rivolto al Vostro ambulatorio su consiglio della Professoressa Rita di Sarro, (sconsigliandomi vivamente di tornare presso l’ambulatorio di medicina sperimentale a Pisa del suddetto Professore Perugi), per una diagnosi differenziale accurata e specialistica, tra adhd nell’adulto e comorbidità (agenti prolungati e stressogeni-familiari mi portano a dedurre un’evidente disturbo dell’adattamento cronico come possibile causa primaria dell’esordio nevrotico e dell’ingente esacerbazione ‘nucleare’ dell’adhd). 

Quanto ho scritto sopra è del tutto parziale ed incompleto ovviamente e forse fuorviante, ma quanto in realtà avevo da chiederLe e riferirLe fattualmente è che

Ho quindi contattato Wanda Toso per informazioni, e prenotato una visita con lei il 15 luglio, in anticipo rispetto a quella prenotata con il Professore Conca (molto probabilmente da disdire) il 4 settembre. 

A tal riguardo, Le chiedo il suo modus operandi: ho compilato vari i test (otto – sciid et. al.) che mi sono stati mandati dalla segretaria Toso, al che le chiedo se e come glieli posso mandare. In proposito ho ri-chiesto di effettuare nuovamente il DIVA 2.0 presso il CSM in cui sono seguito, probabilmente per la settimana prossima -se le può essere utile-.

Inoltre, l’AIFA Onlus mi ha chiesto di domandare se fate di prassi o su richiesta una cosiddetta “terapia personalizzata” (riferendosi ad esami del sangue tramite profilo biologico-molecolare avanzato posso supporre) quindi Le chiedo appunto…: li fate?

Inoltre, ed in ultimo, mi trovo nella necessità di sapere quanto dover stare a Bolzano, per eventuali day-hospital et similia, così da potermi organizzare per un eventuale partenza prolungata (fattore economico mobiliare stante).

Egregio Dottore, non posso che ringraziarla per la sua attenzione e,

in attesa di un riscontro e di un responso,

Le auguro buona giornata ed un buon weekend.

Grazie,

Francesco Malaguti


Puoi immaginare le conseguenze di questo periodo per chi soffre di psicopatologie? Invero, qualcuno si occupa di salute mentale dei malati? Hai sentito o letto qualcosa in merito? Io no. Solo sul supporto psicologico alle persone già sane. Le corsette. I congiunti. Sai cosa? Aspetto i dati ISTAT, senza citare Durkheim.

C’è supporto psicologico per le persone sane. La quarantena ha le sue conseguenze. Altro che fase 2.


Mercoledì 16 maggio 2020

Ieri sera attacco di panico, con tanto di ipertensione (146/82) e Dolore Muscolotensivo

Stamane nausea e vomito (della cena di ieri, ottimo).

Incollo quanto scritto su Facebook poc’anzi

Sociologia, salute mentale, suicido: il ruolo politico, l’intervento del Servizio sanitario nazionale e delle Istituzioni e strutture competenti.

In questi giorni mi sono chiesto che impatto possa avere e avrà il cosiddetto covid rispetto al rapporto tra massa psicopatologica, conseguente aumento eziologico delle malattie mentali e delle morti ‘a grappolo’ (quante quelle evitate invece, come gli incidenti stradali?) –

Ho deciso allora di riprendere in mano questo must-have e gli studi di Emil Durkheim (e di Roberto Guiducci) per ripassarlo e provare a darmi qualche risposta socio-scientifica.

Spoiler d’opinione: non ci sarà un aumento del tasso di suicidi (più plausibile un amuento del tasso dei tentativi di suicidio), se non esponenzialmente-proporzionalmente variabile sulla base dell’aumento di alcune forme di disagio psichico. Allora lì bisognerà giocare d’anticipo, specie negli adolescenti (in genere la fascia meno colpita ma con un alto tasso di tentativi falliti) e nelle fasce più giovani della popolazione, nonché nella fascia  45-64 [ma è solo una supposizione e come ovvio attendo i dati ISTAT).

A conferma empirica sulla fascia della prima età adulta (18-24) in genere la meno colpita, ma lì dove si trova il maggior tasso di esorgenze/esordi psicotiche, nevrotiche e/o di “personality dysregulation” (Disturbi di personalità), sto ricevendo ahimé alcuni feedback da molteplici persone a me vicine conoscenti, in particolare tra le donne.

Credete che non sia un problema sanitario questo e per ovvie ragioni di strutture sanitarie (in questo caso come C.S.M., S.P.D.C, R.T.I., S.P.O.I. tra i “mezzi” pubblici)?

I disturbi di ansia e panico sono destinati ad aumentare: è una delle difficili conseguenze che ci lascerà questo periodo di emergenza a livello psichiatrico.

Bisogna anche prestare attenzione che essi non vengano confusi con disturbi di tipo respiratorio o cardiaco.

Se è vero che è meglio prevenire che curare, questo vale anche per le spese: costa meno investire sulla prevenzione e sull’adeguamento delle strutture e del personale creando un sistema all’altezza, piuttosto che curare e gestire a posteriori potenziali pazienti psicopatologici.

Anche per evitare morti che senza remore posso definire trascurate, per cui il SSN e la politica sarebbe complice.

Nota a margine prima: non ho citato i campioni statistici sulle fasce economiche, ma è evidente che le fasce ad oggi più colpite e soprattutto senza copertura sanitaria ed alcun supporto saranno quelle più in basso (leggi seconda nota).

Nota a margine seconda: altri campioni statistici come zona (campagna, montagna, città) o titolo di studio non li ho presi in considerazione per non deludere chi stolidamente afferma la ‘democraticità’ del virus.

No, non è democratico. (Un esempio? I clochard o le famiglie in difficoltà -sulla quale andrebbero aperte decine di parentesi e tra le più importanti quelle sul sussidio affitto-, su questo mi fa piacere citare e ringraziare Antonio Mumolo, come persona, politico, nonché presidente di Avvocato di strada Onlus per ogni contributo a tal proposito tra i pochi enti in Italia che se ne pre-occupano).


Basta, in effetti il mio diario è 400 pagine in A4, ho solo copiato ed incollato alcune sintesi in effetti.

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